Pazienti con broncopneumopatie croniche ostruttive: quale gestione e trattamenti per prevenire le riacutizzazioni – Id. 241956

Data di inizio: 2018-11-24 Data fine: 2018-11-24
Orari: 24/11/2018 dalle ore 08.30 alle ore 14.15
Durata: 5 ore Crediti ECM: 5 N° Partecipanti: 50
Scadenza Iscrizioni: 21-11-2018
Quota di Iscrizione: la partecipazione all'evento è gratuita
Sede del corso: S Hotel - San Giovanni Teatino (CH)

DESTINATARI
Medico chirurgo

DESCRIZIONE GENERALE
La BPCO è una patologia respiratoria frequente, l’ultimo rapporto Osmed 2017 stima una prevalenza del 3% in Italia. Questa patologia è responsabile di un’alterazione della qualità di vita dei pazienti, e talora anche di eventi letali. Infatti, nonostante che negli ultimi anni si sia avuto un notevole miglioramento sulle conoscenze eziopatogenetiche e si abbiano a disposizione farmaci efficaci, la morbilità e mortalità di questa malattia sono in aumento, soprattutto nei pazienti occidentali. Oltre ai gravi effetti diretti sulla salute dei pazienti, la BPCO ha un notevole impatto socio-economico indiretto legato alle degenze ospedaliere e all’assistenza ambulatoriale dei pazienti, al costo dei farmaci e dei trattamenti di emergenza.
Le caratteristiche della domanda crescente di assistenza ed un’analisi sia dell’attuale offerta che dei costi legati alla BPCO, evidenziano con chiarezza la necessità di porgere particolare attenzione al problema, disegnando un percorso che includa fattori di rischio, anticipazione diagnostica e, quindi, un sistema di cure finalizzato a prevenire/ritardare complicanze, recidive e progressione dello stato morboso. Il Medico di Medicina Generale svolge un ruolo insostituibile nell’identificazione e differenziazione dei propri pazienti con BPCO e sia nella osservazione dell’esposizione ai fattori di rischio che nella gestione delle riacutizzazioni di questa patologia o delle complicanze. I pilastri di un percorso condiviso tra Medico di Medicina Generale e specialista Pneumologo sono sostanzialmente due: la continuità e l’appropriatezza diagnostica e delle cure. Tutto ciò significa che la programmazione deve mettere al centro della rete il paziente e per raggiungere tale risultato si deve necessariamente dotare di protocolli condivisi che prevedano l’esplicita definizione di quali siano le patologie e/o i livelli di patologia da prendere in carico, da chi , dove, come, in che tempi e per quali motivazioni, garantendo al malato cronico assistenza appropriata.

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